Il calcio giovanile secondo Gianluca Vialli

Questo mese, prendendo spunto dal video postato da Fabio Di Mauro che racconta la cronaca di una giornata speciale per i ragazzi della squadra giovanissimi dell’Etrusca, ho scelto di condividere con voi alcune osservazioni sui principali “attori” del calcio giovanile.


Cominciamo dai genitori a cui va un enorme ringraziamento perché – mia mamma e mio papà hanno fatto lo stesso per me – si impegnano moltissimo, spesso sacrificando le proprie passioni personali per permettere ai propri figli di perseguire i loro sogni. Ragazzi, non dimenticatelo mai e siate sempre riconoscenti. Il compito dei genitori è di incoraggiare i figli a provare tante attività per aiutarli ad individuare la propria passione e successivamente metterli nella condizione di coltivarla al meglio. In inglese questa dinamica tra genitori e figli è riassunta perfettamente da una frase: «Give them wings and let them fly» (dagli le ali e lasciali volare).

Purtroppo il comportamento di tanti papà e mamma è molto discutibile. Ho visto genitori invasati venire alle mani con i “colleghi” della squadra avversaria, li ho sentiti gridare ai propri figli di spaccare le gambe all’avversario (!!) o ricoprire l’arbitro di male parole per un rigore dubbio non accordato al loro povero bambino. A volte è lo stesso allenatore che viene insultato per non aver utilizzato un determinato ragazzo o addirittura per aver osato sostituirlo.
Alla porta d’ingresso degli uffici del settore giovanile di molte squadre professionistiche i dirigenti responsabili appendono cartelli con la scritta: ”Se pensate che vostro figlio sia un fenomeno, per favore portatelo da un altra squadra”. Se è vero che sono tantissimi gli adulti che dietro le quinte si fanno in quattro per supportare i ragazzi, è anche vero che sono in molti, purtroppo, quelli che danno un cattivissimo esempio. Altro che cultura sportiva…

E veniamo agli allenatori. Più che allenare dovrebbero insegnare. A livello giovanile diamo troppa importanza ai risultati piuttosto che alla formazione (e non mi riferisco alla scelta degli undici che vanno in campo). La prima cosa che abbiamo il dovere di trasmettere ai giovani aspiranti calciatori è la cultura sportiva, i valori dello sport, il rispetto per l’avversario, per i compagni e per la squadra. Vedo in giro troppi allenatori che pensano che la squadra sia un mezzo per raggiungere i propri personali obbiettivi dimenticando che dovrebbero essere loro a mettersi al servizio della squadra e dei ragazzi. Ispirare i propri allievi,convincerli che se, nel giudicare una prestazione, la tecnica, la tattica e la condizione fisica sono importanti, orgoglio ed umiltà lo sono ancora di più. Cresciamo prima gli uomini e poi i calciatori!

Ragazzi, continuate a salutare gli avversari prima e dopo la partita senza permettere al risultato di rovinare lo spirito di complicità che si crea tra chi, pur indossando una maglia diversa, condivide la stessa passione e le stesso meraviglioso viaggio.
E ricordate, quando vi capita di festeggiare pazzi di felicità una vittoria, che nello spogliatoio accanto, qualcuno sta probabilmente piangendo.

Infine, un pensiero per i tanti bravi dirigenti che, spinti dall’amore per il calcio, in modo più o meno anonimo, rimettendoci pure dei soldi, si operano per gestire l’organizzazione e le strutture necessarie per permettere a voi tutti di “volare” all’inseguimento dei vostri sogni. Questi eroi dietro le quinte sono le fondamenta su cui si poggia il calcio giovanile in Italia. A voi il mio personale e sincero ringraziamento.

E un bravo anche a Cristian per l’idea delle magliette.
Anche tu, ne sono certo, un giorno coronerai il tuo di sogno : vedere un ragazzo di FBPLAYER vestire la maglia della nazionale.

Buon gioco e buon divertimento a tutti,

Luca Vialli

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