I consigli di Gianluca Vialli a Giovanni Ponso

Ciao amici di FBPLAYER. Come va?

L’estate è oramai un ricordo, le giornate si accorciano e le temperature si abbassano. Comincia a piovere e la tentazione di rinchiudersi in casa a guardare la  TV o a smanettare alla Playstation è forte e pure comprensibile. Noi che amiamo giocare a calcio  però, non possiamo permetterci di andare in letargo. Bisogna  farsi coraggio e continuare a giocare, a praticare e a divertirsi.

Il bello dei mesi invernali è che l’unico modo efficace per proteggersi dal freddo è quello di muoversi e correre in continuazione. Fare movimento ed essere dinamici, come ho spesso sottolineato nei mesi scorsi, sono requisiti indispensabili del giocatore di successo dell’era moderna. La tecnica (ahime) non basta più.

Questo mese ho scelto di analizzare il video postato da Giovanni Ponso, difensore classe 2001 di Vicenza che gioca nel Bassano Virtus. 

Caro Giovanni, anche se i video sono un po’ troppo brevi, l’impressione è che tu sia un difensore in grado di ricoprire più ruoli e dotato di una discreta tecnica individuale. Ho visto però che a volte,f orse per eccesso di entusiasmo, hai  la tendenza a concentrarti troppo sull’avversario diretto e perdi la “connessione” con i compagni di reparto. Ricorda che la ricerca della posizione corretta passa sempre attraverso la giusta lettura di tutti e 5 i parametri: avversario-palla-compagno-spazio-porta. Se il riferimento fosse solo l’avversario diretto allora si rischierebbe di finire spesso fuori posizione.

Si vede che sei un generoso e che ce la metti tutta. Attenzione però perché lo sforzo fisico va gestito con lucidità per evitare che il motore vada fuori giri proprio nel momento decisivo e le gambe, piene di acido lattico, smettano di girare come vorresti. 

Noi allenatori spesso ci interroghiamo su quale sia il modo più efficace per formare i giovani calciatori (ma lo stesso vale anche per quelli di livello professionistico). Meglio utilizzare il tempo a disposizione e le sedute di allenamento per lavorare sulle lacune, oppure conviene concentrarsi sulle qualità più evidenti allenandole per farle diventare, diciamo, da buone a eccellenti? Secondo scienziati e psicologi (la cui opinione si basa sul risultato di esperimenti semplici ma efficaci) si migliorano le conoscenze e le capacità individuali e di squadra enfatizzando ed allenando i pregi piuttosto che i difetti.

Questo spiega come mai anche a livello altissimo ci siano calciatori con lacune abbastanza evidenti, tecniche o tattiche per esempio, che pero’ riescono ad avere grande successo proprio perché riescono a colmare o meglio “coprire” le carenze mettendo in mostra qualità fisiche e mentali eccezionali.

Se un avversario, o perfino un collega, sono tecnicamente più bravi di te, assicurati che sotto l’aspetto fisico e della cattiveria agonistica tu sia di un altro pianeta. Se sei un po’ lento (migliorare la velocità di base e’quasi impossibile) e sei abbastanza valido nel gioco aereo, allora allenati in modo da diventare il migliore colpitore di testa di tutto il Veneto e gran parte del Friuli Venezia Giulia…!

La storia è piena di esempi di calciatori percepiti come “scarsi” da alcuni tifosi (quelli che se ne intendono poco..) che invece hanno saputo imporsi ai massimi livelli grazie ad un lavoro mirato ad affinare alcune caratteristiche del loro gioco, le migliori, cosi da diventare indispensabili agli occhi dei loro allenatori.

Forza, dacci dentro!

Buon divertimento..

Alla prossima.

Luca Vialli

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