Calci di punizione nei pressi dell’area avversaria: i consigli di Gianluca Vialli a Gennaro Esposito.

Questo mese ho scelto di analizzare il video di Gennaro Esposito perché mi dà l’opportunità di analizzare una situazione di gioco molto spettacolare e spesso decisiva per determinare il risultato di una partita.

Mi riferisco al calcio piazzato (a Coverciano si direbbe situazione da palla inattiva) ed in particolare ai calci di punizione nei pressi dell’area avversaria. Lo sapevate che nel nostro campionato di Serie A i goal realizzati su calcio da fermo oscillano dal 35% al 55% e molto spesso sbloccano il risultato indirizzando il corso della partita?

Io credo che lo spessore di una squadra si valuti anche dalla capacità dei suoi giocatori di fare bene, con impegno ed attenzione, le cose considerate semplici, scontate. Quelle cose per la cui preparazione sono necessari: costanza, spirito di sacrificio e lavoro di squadra, oltre a tanta umiltà. Proprio come le situazioni da palla inattiva.

È logico che, data l’importanza che assumono nella dinamica di una partita, gli allenatori siano alla ricerca di specialisti in grado di leggere ed eseguire nel modo più efficace sia la battuta a beneficio dei compagni che si muovono secondo schemi provati in allenamento, sia quella indirizzata direttamente verso la porta avversaria. Molti allenatori mi hanno confessato che il primo nome sulla lista della formazione è proprio quello dello specialista sui calci piazzati!

Bravo Gennaro! L’esecuzione che ho visto nel video e’ veramente bella….

Palla colpita perfettamente d’interno sinistro a girare sopra la barriera e che termina all’incrocio senza permettere al portiere di trovare il tempo di impostare la parata. Ho avuto la fortuna di giocare a fianco di giocatori dotati di straordinaria abilità nell’esecuzione di questa spettacolare situazione di gioco: Baggio, Zola, Del Piero. Ho visto da vicino Maradona e Platini. Tutti interpreti in grado di calciare in tanti modi diversi ma altrettanto efficaci. 

Forte a giro, a giro a foglia morta, di potenza, alla “maledetta” sopra la barriera (qualche volta anche sotto!), sul palo del portiere. È fondamentale avere un repertorio il più vasto possibile per creare nella testa dei difensori avversari e soprattutto nel portiere quel dubbio che nasce dall’impossibilità di prevedere quale delle tante soluzioni stai per adottare. E con il dubbio cresce l’insicurezza…

Il mio consiglio è quello di imparare a colpire in tanti modi differenti. Questo permette di scegliere con lucidità e poi eseguire con fiducia.

Molti dei grandi specialisti utilizzano la tecnica della visualizzazione. In pratica prima della battuta immaginano se stessi mentre eseguono il gesto tecnico, immaginano la traiettoria della palla e naturalmente il risultato finale. Un po’ come guardarsi in televisione prima ancora che arrivino le immagini in diretta. Per spiegare questa tecnica qualcuno ha detto: “ Visualizza te stesso mentre affronti le tue paure come un leone! ”. 

E poi, per diventare un ottimo specialista, gli stessi tre fondamentali segreti: pratica, pratica, pratica. 

Buon divertimento.

Ciao

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