Quando l’arbitro è l’allenatore di una delle due squadre. Il caso da moviola di Fabio Di Mauro.

L’arbitro allenatore è un caso strano ma consentito dal calcio italiano. È un caso che può portare problemi e contestazioni, com’è successo a Fabio Di Mauro nell’occasione che riportiamo in questo post.

Siamo nel Campionato Esordienti, partita Reno Molinella Vs. Etrusca. Fabio Di Mauro della Etrusca subisce un fallo da rigore e l’arbitro a 2 passi non vede nulla! Anzi, in tutta sicurezza alza la mano sventolando un “NO” “NO” “NO” molto deciso. Viene così negato un nettissimo fallo da rigore causando la perdita dell’Etrursca. Il fatto “strano ma consentito” è che in questo caso l’arbitro è l’allenatore stesso della squadra avversaria!

Ecco il video condiviso da Fabio Di Mauro o sul gruppo ufficiale di FBPLAYER. Al minuto 00:46 segue la moviola del fattaccio:

Riportiamo anche alcuni commenti dal gruppo FBPLAYER Official

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Di seguito riportiamo degli estratti dalla voce Dirigente arbitro su Wikipedia, dove si riprende il regolamento che prevede la possibilità per l’arbitro di essere l’allenatore della squadra ospitante. Riportiamo e aggiungiamo alcuni commenti nostri:
Per la categoria “Esordienti” i dirigenti sono obbligati ad indossare la divisa della FIGC, mentre per i “Pulcini” ed i “Piccoli Amici” possono indossare anche la tuta sociale.
In questo caso l’arbitro, pur dirigendo un incontro di Esordienti, indossava la tuta della società.
Negli ultimi anni, questa figura viene spesso considerata come un educatore che deve insegnare ai giocatori il fair-play e far rispettare il regolamento.

Siamo sicuri che questo dirigente stia insegnando il fair-play?

Questa figura è spesso malvista dagli spettatori (in genere genitori dei giocatori, visto l’età dei partecipanti alla gara) in quanto si pensa generalmente che il dirigente arbitro non sappia il regolamento (o lo sappia sommariamente) o che egli tenda a prendere decisioni a favore della propria squadra di appartenenza

Beh, forse un fondamento c’è…

Questo ha provocato in passato e provoca ancora oggi, problemi sugli spalti, fino addirittura ad provocare alcune risse tra genitori che hanno portato anche alla sospensione della partita.

Sono cose che non vorremmo vedere!

La Green Card, ovvero: cartellino verde, è dopo il rosso e giallo, il terzo cartellino in dotazione ad un dirigente arbitro. La Green Card, è stata creata appositamente per il settore di base, ed al contrario del cartellino rosso e giallo, non serve per “punire” un giocatore che infrange il regolamento, bensì per “premiarlo”. La Green Card, viene estratta dal dirigente arbitro, in seguito ad un’azione di “Fair Play” (Gioco Corretto) o di “Good Play” (Gioco Buono), e il “destinatario” della Green Card viene annotato sul referto. Successivamente il Giudice Sportivo, annoterà in vari registri i calciatori premiati dalla Green Card, e a fine stagione egli invierà agli organi competenti della FIGC i vari nominativi. I calciatori premiati dalla Green Card, saranno quindi premiati dalla FIGC, ad esempio attraverso convocazioni nelle rappresentative regionali, oppure saranno “segnalati” agli osservatori dei grandi Club calcistici.

In questo caso l’arbitro si è meritato un cartellino rosso fuoco… niente verde per lui!

Cosa ne pensate di questo caso? Vi sono capitati casi simili? Raccontateceli su www.fbplayer.com